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state per sposarvi?

16 gennaio 2009

595_frontUn post veloce veloce per segnalarvi una cosina che ho trovato per caso: romantici inviti per le vostre nozze, invece che le solite, rigide partecipazioni di matrimonio.

Insomma, qualcosa che rispecchi davvero il vostro intimo momento di gioia.

A me piacciono, a voi no?

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giardini in città

31 luglio 2008

In questo periodo sto progettando, fra le altre cose, un giardino e un piccolo parco. Mi ritorna sottomano un post che tempo fa. Parla di come sono nati gli spazi verdi in città…

in an english garden

J.Tissot: in an english garden

William: ”Che diavolo c’è in questo giardino da meritare una simile impresa?…” [Anna lo bacia]

William: ”Bel giardino!”

[ da Notting Hill ]

Siamo all’inizio del Settecento, a Bath sull’Avon, città termale inglese: nasce qui la coniugazione delle tipologie residenziali urbane – terrace, crescent, circus, e square – con il verde. Per la prima volta si organizza il verde dentro la città, nasce il landscape gardening. Il mondo vegetale é coprotagonista del nuovo paesaggio urbano.

La particolarità di questi spazi sta nel fatto che questo verde è parte integrante del paesaggio urbano, ma non è verde pubblico: il giardino è cinto interamente da una ringhiera, o da un muro Al suo interno possono accedere soltanto quanti ne posseggono le chiavi, cioè i proprietari o gli affittuari delle case che formano il circus.

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un asilo che disegna lo spazio

29 luglio 2008

Da qualche anno mi occupo di spazi educativi per l’infanzia. Sto curando un progetto editoriale che, spero, vedrà presto la luce. Nel frattempo continuo le mie ricerche che mi portano a conoscere architetti persone speciali.

Incontro Séverine Roussel e Philippe Zourgane in un limpido pomeriggio invernale. I due architetti francesi titolari dello Studio RoZo stanno trascorrendo le vacanze di Natale in Toscana e hanno pensato di farmi visita a Genova. La cornice che ci ospita é Palazzo Ducale; qui diventa più semplice parlare di architettura. Parliamo in italiano, mescolando qualche parola francese per capirci meglio. Ho davanti due giovani architetti, appassionati al loro lavoro, che parlano volentieri della loro esperienza di insegnanti e liberi professionisti.

[Parliamo dell’asilo – crèche, jardin d’enfance, kindergarden, giardino d’infanzia – della vita sull’isola di Reunion, dell’insegnare, del costruire…]

Questo asilo, pur adattandosi agli stili di vita contemporanei, porta in esso una parte del sapere sviluppato nell’architettura creola popolare, in particolar modo nella sua relazione interno/esterno. La geometria è deliberatamente disarticolata – scomposta – con il metallo a zig zag unito come fogli piegati. Questa immagine rende evidente l’idea di flessibilità dell’interazione interno/esterno, rendendo variabile il confine fra i due ambienti a seconda del variare delle ore del giorno, delle attività o delle stagioni. […]

Sainte Therese Nursery – Stretching the space (La Possession – Reunion Island)

Asilo vincitore del premio: Making space architecture and design for young children 2005

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camera da letto

29 luglio 2008
la stanza di Van Gogh

la stanza di Van Gogh

La mia stanza non è diversa dalla vostre, suppongo: un letto, una libreria (o qualcosa che vorrebbe esserlo) una scrivania, un computer (a volte due). Quello che la rende particolare sono, credo, i ritagli di giornale appesi ai muri (vecchissimi o recenti), le cartoline ricevute (solo quelle “belle”, quelle degli amici veri o tutte, indistintamente?), le cartoline comprate solo per me, i biglietti (del treno, dei concerti o degli spettacoli teatrali?), la pila di libri in bilico sul comodino, i libri di scuola sotto il letto a prendere polvere, i vecchi disegni arrotolati che ogni tanto un nostro coinquilino ci chiede di buttare via. Lo spazio che ci circonda ogni sera mentre tentiamo di prendere sonno è stato pensato in modo seriale da qualcuno che non sa nulla di noi; è uno spazio che prima di tutto deve rispondere a degli standard legislativi: 9 metri quadrati sono il minimo che si richiede per una stanza singola, 14 per una matrimoniale. Una stanza è comunemente una scatola, sei piani che racchiudono una porzione di spazio. Sta a noi riempirla di emozioni. Nel mio lavoro ho visto gente progettare interi quartieri basati sulla ripetizione infinita di appartamenti minuscoli, tutti uguali, senza considerare nemmeno se dalle finestre si vedesse il mare o un muro di cemento. Una tristezza infinita. Me ne sono andata.

Io non vorrei essere così. Il lavoro occupa gran parte della vita quotidiana e finisce per plasmarci senza che abbiamo il tempo di rendercene conto. Anche per questo vorrei portare qualità e gioia [ “niente senza gioia” è stato un insegnamento che ho raccolto tempo fa, mentre lavoravo alla tesi di laurea] in quello che faccio (quello che faccio è quello che sono?), perchè questo lavoro l’ho scelto quando ero un’adolescente sognante, e non ho ancora smesso di avere fiducia.

In questo blog vorrei porre degli interrogativi e fissare (alcuni degli) stimoli che raccolgo nel quotidiano. Ma il tempo a disposizione è – sempre – troppo poco.


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29 luglio 2008

“La data prescelta per questa festa era il giorno anniversario della nascita di Roma, l’ottavo giorno che segue gli idi di aprile, dell’anno 882 dopo la fondazione dell’Urbe.[…] Lo stesso giorno con solennita’ piu’ austera, ma quasi in sordina, ebbe luogo una cerimonia dedicatoria all’interno del Pantheon.

Avevo ritoccato di persona i progetti troppo cauti dell’architetto Apollodoro. Delle arti della Grecia volli servirmi per le decorazioni, come per un lusso supplementare, ma per la struttura dell’edificio ero risalito ai tempi primitivi e favolosi di Roma, ai templi rotondi dell’Etruria antica. Avevo voluto che quel santuario dedicato a tutti gli dèi riproducesse la forma della terra e della sfera stellare, della Terra dove si racchiudono le sementi del fuoco eterno, della sfera cava che tutto contiene. Era quelle inoltre, la forma di quelle capanne ancestrali nelle quali il fumo dei piu’ antichi focolari umani usciva da un orifizio aperto alla sommità. La cupola, costruita d’una lava dura e leggera che pareva partecipe ancora del momento ascensionale delle fiamme, comunicava col cielo attraverso un largo foro, alternativamente nero e azzurro. Quel tempio aperto e segreto era concepito come un quadrante solare. Le ore avrebbero percorso in circolo i suoi riquadri, accuratamente levigati da artigiani greci: il disco vi sarebbe rimasto sospeso come uno scudo d’oro; la pioggia avrebbe formato una pozzanghera pura sul pavimento; la preghiera sarebbe volata simile al fumo verso quel vuoto nel quale collochiamo gli dèi.

Quella festa fu per me una di quelle ore nel quale tutto confluisce.”

Memorie di Adriano

Marguerite Yourcenar

….ascolta….leggi ancora….e ancora….

ps: la foto é mia, risale a qualche anno fa

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architettura é

11 marzo 2008

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“L’ architecture, c’est une tournure d’esprit et non un métier.”

Charles-Édouard Jeanneret, detto Le Corbusier

(foto: Notre Dame du Haut, Ronchamp_Le Corbusier)