Archivio per la categoria ‘casa’

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state per sposarvi?

16 Gennaio 2009

595_frontUn post veloce veloce per segnalarvi una cosina che ho trovato per caso: romanitici inviti per le vostre nozze, invece che le solite, rigide partecipazioni di matrimonio.

Insomma, qualcosa che rispecchi davvero il vostro intimo momento di gioia.

A me piacciono, a voi no?

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giardini in città

31 Luglio 2008

In questo periodo sto progettando, fra le alre cose, un giardino e un piccolo parco. Mi ritorna sottomano un post che tempo fa. Parla di come sono nati gli spazi verdi in città…

in an english garden

J.Tissot: in an english garden

William: ”Che diavolo c’è in questo giardino da meritare una simile impresa?…” [Anna lo bacia]

William: ”Bel giardino!”

[ da Notting Hill ]

Siamo all’inizio del Settecento, a Bath sull’Avon, città termale inglese: nasce qui la coniugazione delle tipologie residenziali urbane – terrace, crescent, circus, e square - con il verde. Per la prima volta si organizza il verde dentro la città, nasce il landscape gardening. Il mondo vegetale é coprotagonista del nuovo paesaggio urbano.

La particolarità di questi spazi sta nel fatto che questo verde è parte integrante del paesaggio urbano, ma non è verde pubblico: il giardino è cinto interamente da una ringhiera, o da un muro Al suo interno possono accedere soltanto quanti ne posseggono le chiavi, cioè i proprietari o gli affittuari delle case che formano il circus.

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camera da letto

29 Luglio 2008
la stanza di Van Gogh

la stanza di Van Gogh

La mia stanza non è diversa dalla vostre, suppongo: un letto, una libreria (o qualcosa che vorrebbe esserlo) una scrivania, un computer (a volte due). Quello che la rende particolare sono, credo, i ritagli di giornale appesi ai muri (vecchissimi o recenti), le cartoline ricevute (solo quelle “belle”, quelle degli amici veri o tutte, indistintamente?), le cartoline comprate solo per me, i biglietti (del treno, dei concerti o degli spettacoli teatrali?), la pila di libri in bilico sul comodino, i libri di scuola sotto il letto a prendere polvere, i vecchi disegni arrotolati che ogni tanto un nostro coinquilino ci chiede di buttare via. Lo spazio che ci circonda ogni sera mentre tentiamo di prendere sonno è stato pensato in modo seriale da qualcuno che non sa nulla di noi; è uno spazio che prima di tutto deve rispondere a degli standard legislativi: 9 metri quadrati sono il minimo che si richiede per una stanza singola, 14 per una matrimoniale. Una stanza è comunemente una scatola, sei piani che racchiudono una porzione di spazio. Sta a noi riempirla di emozioni. Nel mio lavoro ho visto gente progettare interi quartieri basati sulla ripetizione infinita di appartamenti minuscoli, tutti uguali, senza considerare nemmeno se dalle finestre si vedesse il mare o un muro di cemento. Una tristezza infinita. Me ne sono andata.

Io non vorrei essere così. Il lavoro occupa gran parte della vita quotidiana e finisce per plasmarci senza che abbiamo il tempo di rendercene conto. Anche per questo vorrei portare qualità e gioia [ "niente senza gioia" è stato un insegnamento che ho raccolto tempo fa, mentre lavoravo alla tesi di laurea] in quello che faccio (quello che faccio è quello che sono?), perchè questo lavoro l’ho scelto quando ero un’adolescente sognante, e non ho ancora smesso di avere fiducia.

In questo blog vorrei porre degli interrogativi e fissare (alcuni degli) stimoli che raccolgo nel quotidiano. Ma il tempo a disposizione è – sempre – troppo poco.

Qui trovate un po’ di discussione su questi temi.